Letta: "Riforme, un'occasione da non perdere"

Riferendo oggi in Senato sulle riforme che il suo governo si appresta a varare, il premier Enrico Letta ha voluto prima di tutto ricordare che l’uscita dell’Italia dalla procedura per i disavanzi eccessivi è motivo di “grande soddisfazione” e che “il merito” di tale risultato “è dello sforzo sostenuto da tutti gli italiani che devono esserne orgogliosi”. “Raccogliamo il frutto del lavoro dei precedenti governi – ha ricordato Letta -, in particolare di quello presieduto da Mario Monti al quale va il mio personale ringraziamento”. Il prossimo impegno è “rispettare gli obblighi assunti in sede europea e di applicare il programma sul quale il Parlamento ha votato la fiducia”. Merlo Così il partito della spesa pubblica si prepara a seppellire l’austerità
11 AGO 20
Immagine di Letta: "Riforme, un'occasione da non perdere"
Riferendo oggi in Senato sulle riforme che il suo governo si appresta a varare, il premier Enrico Letta ha voluto prima di tutto ricordare che l’uscita dell’Italia dalla procedura per i disavanzi eccessivi è motivo di “grande soddisfazione” e che “il merito” di tale risultato “è dello sforzo sostenuto da tutti gli italiani che devono esserne orgogliosi”. “Raccogliamo il frutto del lavoro dei precedenti governi – ha ricordato Letta -, in particolare di quello presieduto da Mario Monti al quale va il mio personale ringraziamento”. Il prossimo impegno è “rispettare gli obblighi assunti in sede europea e di applicare il programma sul quale il Parlamento ha votato la fiducia”.

Il Primo ministro, introducendo l’argomento delle riforme istituzionali, ha ricordato le parole del Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, che nel corso del suo giuramento aveva chiesto un impegno concreto per queste riforme, pena la totale crisi della politica e delle istituzioni: “Sono convinto – ha detto Letta – che il passo sia quella giusto. Il Parlamento è completamente convinto”.

Oltre a una nuova legge elettorale, al centro delle riforme istituzionali ci saranno anche la “riduzione del numero dei parlamentari e la modifica dei regolamenti parlamentari”. "Quello che stiamo facendo oggi è una delle più importanti riforme strutturali – ha ancora sottolineato il premier - Partiamo dal senso delle istituzioni di un Paese che non ha istituzioni che lo rendono capaci di decidere". "Abbiamo la più bella Costituzione, più robusta, la migliore, ma dobbiamo cambiarla perchè oggi rispetto alle esigenze della nostra società abbiamo bisogno di istituzioni che decidono più democraticamente e rapidamente".

E’ per questo che servono “determinazione” e “tempi certi” e “chiarezza” per il “senso dell’urgenza” della modifica della seconda parte della Costituzione. “Non possiamo iniziare oggi un percorso dai tempi indefiniti – ha ammonito Letta -, sarebbe la cosa peggiore”. “Questi diciotto mesi devono essere il tempo in cui termina il percorso complesso” delle riforme, "abbiamo la grande occasione di fare questa riforma, dobbiamo farla e farla bene". Per questo, ha aggiunto il premier nel corso del suo intervento, “non possiamo permetterci di arrivare con contrapposizioni, divisioni o maggioranze strette: dobbiamo far s’ che questo sia un percorso condiviso”.